Irene Grandi, la stella di Natale

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Irene Grandi su PopOn

Intervista di Nicola Cirillo

Irene Grandi ha appena pubblicato un album di canzoni natalizie, tra classici internazionali e riscoperte italiane. Riusciamo a contattarla mentre è nella sua Firenze, a poche ore da una nuova partenza per l’intenso tour promozionale. Cordiale e solare nonostante la pioggia del pomeriggio fiorentino, a PopOn racconta la genesi del nuovo disco, le sue aspettative e i progetti che ha in cantiere.

Ancora un richiamo al passato, un altro disco di cover. Irene, ma che succede? Crisi di creatività tra gli autori?
A dire il vero non sento questa crisi di cui parli. Negli ultimi anni ho visto molte novità interessanti dal punto di vista cantautorale, come i Baustelle, Pacifico, che sta per uscire con un disco, e anche nuove interpreti come Giusy Ferreri. Esistono cose belle anche adesso, ma ultimamente ho voglia di riscoprire i classici del passato. Il consumismo sfrenato ci fa bruciare tutto troppo in fretta, ci fa perdere alcuni passaggi e alcune generazioni rischiano di non conoscere canzoni bellissime di un’altra epoca. Come tu mi vuoi è stata un successo quando è uscita, ma non per questo oggi è meno bella; credo di aver aiutato molti a riscoprirla. Vedi, nel mio nuovo disco, tra i brani italiani mi sono sbizzarrita: ci sono due pezzi vecchi di Mina e Modugno che non sono molto noti oggi, e anche un pezzo più recente di Morgan. Secondo me sono tra i più belli del disco. Poi ho ripreso O è Natale tutti i giorni di Carboni e Jovanotti (a sua volta cover di un brano degli Extreme, ndr), che è una canzone ironica e spiega bene il senso del mio Natale.

Perché canzoni natalizie?
L’idea l’avevo da tanto. Per me il Natale è un ideale. Non c’è un’ispirazione religiosa, ma spirituale sì: la riscoperta di alcuni valori, dello stare insieme, ha bisogno di una colonna sonora. Infatti oltre alle canzoni, ho voluto inserire piccole composizioni musicali inedite e alcune frasi tratte da poesie: sono dei piccoli intermezzi poetici tra brani di evasione pura e brani invece impegnati, che fanno riflettere.

Irene Grandi su PopOn
Come hai scelto i brani
Alcuni li avevo in mente da tanto, come Happy Christmas di John Lennon. Per altri è stata una scelta molto meditata. Ho ascoltato moltissimi brani: i miei amici e collaboratori mi hanno proposto molte canzoni da ascoltare, io stessa ho comprato nuovi dischi. Tra rinunce sofferte e decisioni improvvise abbiamo messo su la tracklist.

Nel disco ci sono sei brani internazionali cantati in inglese, eppure non hai mai avuto una distribuzione internazionale.
Per ora no e per adesso non se ne parla, ma questo lavoro non si esaurisce di certo con questo Natale. Vedremo se riusciremo a creare progetti live che riprendano queste canzoni, anche nei prossimi anni. Poi magari possiamo pensare a una distribuzione all’estero, mi piacerebbe molto.

Nel disco percorri generi musicali diversi, in quale ti trovi a più agio?
Come persona posso dirti che sono “rock”: sono istintiva, ricerco la dimensione del gruppo, faccio attenzione più all’emozione che alla tecnica; però sicuramente la mia formazione è stata condizionata anche dalla black music e dalle grandi interpreti come Mahalia Jackson, Aretha Franklin.

Nel tuo futuro più prossimo c’è anche un disco di inediti?

Sì, ci sto lavorando, ma ho bisogno di tempo perché voglio curarlo bene. Non so quando sarà pronto. Ora volevo terminare quest’anno speciale con un regalo. È stato un anno importante per me: ho avuto delle conferme di pubblico, ho fatto tantissimi concerti. Mi sembrava giusto far uscire un disco prima di Natale, come regalo a tutti quelli che mi hanno sostenuta nel successo di Bruci la città.

Una canzone di successo eppure scartata alla selezione dello scorso Sanremo. Ci riproverai quest’anno?
No, quest’anno non ho un progetto da portare. Non escludo però una partecipazione alle prossime edizioni: il festival di Sanremo è molto importante per dare visibilità a un lavoro inedito, ma quest’anno non ce la facciamo. Non ha senso affrettarsi nel terminare un lavoro discografico solo per portarlo a Sanremo.

Irene Grandi su PopOn
Con quali autori stai lavorando per il nuovo disco?
Sto scegliendo varie canzoni, ma l’idea è quella di fare un concept. Ci sono i miei grandi amici collaboratori. Di sicuro ci sarà Pio Stefanini, toscanaccio come me, che è anche il produttore di Canzoni per Natale“. Poi mi piacerebbe collaborare ancora con i Baustelle: Francesco Bianconi con Bruci la città ha dimostrato di saper scrivere perfettamente anche per una voce esterna al loro gruppo. Ora però sono molto impegnata con la promozione del disco e a dire il vero non ci sto pensando.

Canzoni per Natale in effetti sta avendo una buona promozione.
Sì sono molto contenta: la casa discografica ci crede molto e stiamo avendo dei buoni riscontri, mi pare che il disco sia primo su I-Tunes. Così sono molto impegnata: il 12 e il 13 parteciperò a Telethon. Il 23 a Roma, all’Auditorium, sarò accompagnata da una formazione jazz, la Parco della Musica Jazz Orchestra, e riproporrò i brani natalizi e altri brani classici riarrangiati in versione jazz, mentre il 24 parteciperò al concerto di Natale con tanti artisti internazionali e sarò accompagnata dall’orchestra classica dell’Arena di Verona.

Cosa ti auguri per questo Natale?
Per ora mi basta sapere che dal 24 alla fine dell’anno potrò godermi un po’ di riposo anche io. Il Natale è anche questo, no?

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