Sushi e coca

by , under Disco di inediti

Marta sui Tubi su Popon

Tamburi usati/Venus

I tamburi dei Marta sui Tubi saranno pure usati, ma in mano loro suonano come nuovi. Significa forse che non è sempre la novità a darci la misura di cosa è buono e cosa no, ma funzionale a questo fine è anche quella grana di vissuto che solo il tempo e l’uso sanno concedere alle cose? La risposta, una delle tante, la si può trovare in Sushi e coca, nuovo album dei Marta sui tubi, uscito a fine 2008. Ma andiamo con ordine. Loro sono una banda di scalmanati siciliani, musicalmente

nati a Marsala e da lì partiti alla conquista dei mille club d’Italia. Tamburi usati è il nome che hanno scelto per la loro neonata etichetta indipendente, con la quale da pochi mesi hanno pubblicato il disco in oggetto, terzo album di inediti, a tre anni dal successo, soprattutto live, di C’è gente che deve dormire. Per realizzare Sushi e coca, i Marta sui tubi si sono fatti in quattro: al trio essenziale formato da Giovanni Gulino (voce e synth), Carmelo Pipitone (chitarra acustica e cori) e Ivan Paolini alla batteria, si è unito stabilmente Paolo Pischedda con i suoi tre strumenti: pianoforte, hammond e violino. Dire che il suo arrivo rappresenti la più vistosa differenza fra questo e i dischi precedenti, credete, non è per nulla sminuente. Poiché Sushi e coca, più che un capitolo inedito per la band, rappresenta l’atteso compimento di quelli precedenti, frutto di un processo creativo del tutto personale e così poco conforme ai consumi veloci del pop odierno. Cerchiamo di spiegarci. La forza dei Marta sui tubi, fin dall’inizio è stata rappresentata da uno straordinario senso dell’essenziale: cosa serve alla musica se non una gran voce, una chitarra acustica arpeggiata come dio comanda e dei tamburi a scandire il ritmo vorticoso della loro vena creativa? Da questo punto di partenza, le strade da percorrere potevano essere essenzialmente due. La prima, battutissima, consiste nell’andare perpetuo, macinando i generi in una continua ansia di trasformazione, diretti verso approdi non sempre felici. La loro alternativa è stata fermarsi a suonare tutte le volte che qualcuno aveva voglia di ascoltare, calcare la mano sui propri tamburi fino a consumarli, finché il loro suono non è divenuto perfetto. Visto da qui, Sushi e coca è una macchina perfetta, dove alla forza dell’essenziale si aggiungono nuove sfumature di colore, una lirica sempre più fascinosa ed espressiva, un’armonia di suoni più omogenei e virtuosi, e un raggiunto equilibrio fra musica e testi, attraverso i quali i Marta sanno ormai descrivere perfettamente il loro vissuto. Quello attuale è Milano, con le sue eccitazioni, le sue bulimie, le sue solitudini assolute, e basta ascoltare brani (eccellenti) come La spesa, Cinestetica, Non lo sanno, per averne un’inconfondibile istantanea, prima che il brano che dà il nome all’album, il penultimo, non lo faccia esplicitamente. Altri capitoli davvero imperdibili: Dio come sta? e Dominique. Per il resto, basta seguire il loro insegnamento: Sushi e coca è un disco da ascoltare mille volte, perché la resa migliore si raggiunge con l’usura. Parola di Marta sui tubi.

Scritta da Simone Arminio

Tracklist:

* Arco e sandali
* Cinestetica
* La spesa
* Non lo sanno
* Dio come sta?
* Lauto ritratto
* L’unica cosa
* Dominique (canzone di gelosia)
* L’aria intorno
* Licantropo
* Sushi & coca
* Pensieri a sonagli

Popon consiglia l’ascolto di Dominique (canzone di gelosia)!

Vai alla pagina dei Marta sui Tubi
Vai alle altre Recensioni