Barra, “N’attimo” per raccontarsi

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Peppe Barra su Popon

Oltre quarant’anni di palcoscenico, riconoscimenti ricevuti in Italia e all’estero, un successo che perdura e si alimenta con nuove produzioni tra musica, poesia e teatro. E ora un cd di canzoni d’autore; una scelta coraggiosa quella di Peppe Barra che spiega a PopOn le ragioni del suo nuovo lavoro, intitolato N’attimo: “Il cd – ci racconta – oramai non è più neanche un volano commerciale, ma avevo bisogno di un attimo di riflessione sulla mia carriera e questo disco ne è stato il pretesto. Non a caso è un disco totalmente nuovo per me, innovativo,

anche anacronistico se vuoi. Abbiamo operato una scelta oculata dei testi e alcuni dei pezzi sono autobiografici”. N’attimo in effetti, presenta un Peppe Barra inedito, più incline a svelare i sentimenti propri, che a dar vita – come siamo abituati a sentire – a quelli dei suoi personaggi. Ed è uno strano effetto ascoltare le confessioni di un artista, che per una volta mette a servizio il suo ineguagliabile talento espressivo per raccontare, esplicitamente, qualcosa di sé, i suoi sogni, il suo dolore.

Musicalmente il cd è un lavoro schietto e nel contempo raffinato, anche grazie all’impegno dei musicisti coinvolti (tra tutti citiamo Paolo Del Vecchio, che ha arrangiato con eleganza l’intera opera, oltre ad aver composto alcuni dei brani), e spazia da citazioni di villanelle barocche, alla etno-music mediterranea, fino a richiami pop. “Non dico niente di nuovo – continua Peppe Barra – se affermo l’universalità della musica come linguaggio. A Napoli abbiamo una caratteristica musicale molto forte che è la sintesi di tante culture musicali, come l’araba, la barbaresca, etc… Ma non possiamo nascondere che anche la lingua stessa è determinante a contraddistinguere una cultura, con i suoi fonemi particolari, le sue espressioni, i suoi accenti”. Peppe Barra su PoponUn discorso che si svela già nel primo brano del disco Piccirè”, una delicatissima e nostalgica dichiarazione d’amore, in cui l’interpretazione del Maestro napoletano riesce a far emergere un patrimonio di emozioni che appartengono all’universo segreto di ogni innamorato, e segna il confine tra l’arte e la maestria.

Eppure il disco non sembra sorretto da una promozione spinta. “La televisione – ci dice lo stesso Barra, non senza una certa ironia – ha altro a cui pensare. Promuove tante cose belle: il Grande Fratello, l’Isola dei Famosi, Amici. Non è che si può occupare di tutto. Ma io sono felice di portare queste canzoni in teatro. Ho una tournée lunga, con decine di date. Nello spettacolo propongo questi brani, ma anche altri del mio repertorio, alternandoli a poesia e a recitazione. Insomma stabilendo un vero contatto col pubblico”. E l’infaticabile artista napoletano non si nega neppure agli studenti dell’Università di Napoli, con la quale oramai collabora stabilmente come insegnante di “Riscrittura di libri antichi”. “Insegno in questo Master dell’Università Federico II di Napoli e – confida a PopOn – ha un che di consolatorio il fatto che possa parlare con dei giovani, interagire con loro. Naturalmente più che lezioni sono conversazioni. E sì, devo dire che mi consola vedere ragazzi interessati alla cultura. Vuol dire che non tutto è perduto”.

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