Scaccianuvole

by , under Disco di inediti

Bandabardò su Popon

Otr Live, 2011

Scalmanata per definizione, la Bandabardò professa da anni l’arte ineffabile dello scacciapensieri, antico rimedio francese contro le brutture della vita, chitarra in spalla. Il problema è che la realtà, questo è assodato, da sempre è più complessa di come appare. Sarà per questo che il disco più impegnato della banda fiorentina porta il nome più etereo: Scaccianuvole. Conviene sdraiarsi, vi dico. Poiché in attesa di poter ballare ai concerti, per il disco in questione

la dimensione ideale è composta da un letto, un paio di cuffie potenti e un buon sistema dolby surround. Il viaggio proposto non è tutto rose e fiori. C’è qualche turbolenza ma, visto lo sfacelo, la terapia d’urto è del tutto necessaria. Sentite qua: “bucce di frutta secca / che il diavolo vi sputi / di voi resterà solo l’odore dei rifiuti”. Svolta epocale, cambio di registro? Facciamo un passo indietro. Si comincerà col ricordare come la Bandabardò, sebbene mai avara di pensieri profondi, sia costretta oggi e per colpa d’altri in un ruolo di vate dal quale per scelta era sempre fuggita. Ma se l’Italia ha preso oggi una così brutta piega, andare avanti comporta il rischio concreto di gettare la spugna una volta per tutte. Occorre svegliarsi, perciò: non siamo nati italiani per finire così (il pezzo è Un paese cortigiano). E se i tetti così cari ai poeti sono invasi dai disperati in cerca di dignità (Come i Beatles, sia detto subito, è la metafora più bella trovata finora), se il sesso, bandiera di protesta e libertà dei nostri anni migliori, si è ridotto oggi alla più becera perversione, se la poesia più raffinata è diventata il rutto e la chitarra l’ha presa in mano uno che di nome fa Mariano, allora non resta altro che incazzarsi davvero. Le armi sono già scelte da loro, non resta che adeguarsi: ma pensate alla goduria di travestirsi da infermiera e presentarsi alla festa del capo di stato (Godi)! Riderete di gusto a immaginare Erriquez, giarrettiera e lungo pizzetto compreso, sorridere ammiccante alle avances del Presidente. Quindi, giocata la carta dell’ironia, la seconda mossa è parlare chiaro, facendo quei nomi reali che fino ad ora mai erano entrati nei testi immaginifici della Banda. Roberto Benigni, Fabrizio De André, Roberto Saviano, Gino Strada e perfino Rosa Luxembourg, ma la sua è un’altra storia. Si può proseguire oltre, anche se il viaggio è già finito. I gettoni stanno in tasche altrui, a noi basta premere play. E se al secondo ascolto il piede non potrà più fare a meno muoversi a tempo, il bello sarà scoprire che anche stavolta la Bandabardò sa farci scatenare. Ed ecco l’ultima favola, prima di andare a dormire: c’era una volta la distinzione ferrea tra chi fa un buon live ma sbaglia i dischi e chi in studio sembra un Dio, anche se dal vivo ci causerà la muffa. Proprio non volete capire? È ora di voltare pagina.

Scritta da Simone Arminio

Tracklist:
* Il mago Scaccianuvole
* Rosa Luxembourg
* Spicchi di mele secche
* Un paese cortigiano
* Spogliati
* Amore bellissimo
* Sant’Eustachio
* Godi
* Come i Beatles
* Interessa la danza?
* Preoccupato marasma
* Hanno ragione loro

Popon consiglia l’ascolto di Sant’Eustachio!

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