Sartoria italiana fuori catalogo

by , under Disco di inediti

Pilar su Popon

Up Art Records, 2011

Mi trascino questa recensione da un po’, da ottobre precisamente, cioè da quando Sartoria italiana fuori catalogo di Pilar è stato messo in commercio. E la trascino perché questa volta sto facendo un po’ di fatica a cogliere il confine tra la stima per l’artista e l’entusiasmo per questo suo secondo disco. Non lo vedo questo confine, allora ho deciso che non c’è. E non c’è perché ho imparato a stimare Pilar grazie alla sua musica (il suo primo disco Femminile singolare mi stregò) e al suo essere

vera artista, con tanto di follia e slanci di pura creatività. Per questo non riesco a sganciare da lei, e da quello che penso di lei, questo disco che troppo le somiglia. Elegante eppure indomabile, singolare eppure rassicurante, sobria eppure fuori controllo, così è Pilar, così è la sua musica. Musica non solo sua a dire il vero, perché una facciata di questo disco appartiene a Bungaro, che ha scritto (quasi) tutte le musiche dell’album. E si sente, vista l’esperienza che il cantautore brindisino ha accumulano negli anni, anni di grandi collaborazioni e di elevata musica cantautorale. Da Pilar più Bungaro ne risulta un mix nuovo ed esplosivo, un insolito viaggio nella musica italiana, a tinte franco-brasiliane. Per tutto l’inverno, il brano che apre il disco (dopo il rumore di passi), è già un esempio di queste influenze calde, che richiamano luoghi lontani, ormai vicini. Sì, vicini, perché dopo anni di contaminazioni la musica italiana non ha più tratti ben delineabili, non è più cosa semplice farne un indentikit, allora ne deriva che anche questa è musica italiana. La sensualità di Labbra è invece una provocazione che offre pepe al disco, come anche Innestami, seppur su due piani differenti: trasgressivo il primo, canonico e romantico il secondo. C’è poi il singolo di lancio Cherchez la femme, cantato con perfetta pronuncia francese, in cui si sfatano alcuni luoghi comuni che offrono una diversa lettura di stessi comportamenti appartenenti a uomini e a donne (ecco un esempio: l’aggressività dà carattere a un uomo, mentre nella donna viene spesso attribuita ai giorni della luna, e così via). In Sartoria italiana fuori catalogo trova posto anche Meduse, una vecchia conoscenza, adottata dall’orchestra del Festival di Sanremo nel 2010 come vessillo della sua protesta a favore di una maggiore qualità musicale. E’ la prima canzone che Pilar e Bungaro hanno composto a quattro mani: sempre bella, sempre toccante. Il divertissement non manca: Casautrogrill, per esempio, è un viaggio trainato dalla stravagante passione per gli autogrill, che si tramutano spesso in una casa per chi ha la missione di portare la propria musica a zonzo per il mondo. Il romanticismo, invece, trova sfogo ne Il bacio prima del caffè, con la musica di Tony Canto (che nel disco è presente anche in qualità di ottimo chitarrista). E adesso che sono alla fine della recensione posso ammetterlo: mi sono forzata un po’ nello scriverla, perché non sono una simpatizzante degli aggettivi superlativi, ma questa volta mi sono dovuta frenare davanti alla voglia di dirvi che questo disco è bellissimo e che Pilar è davvero molto brava. Ma qualcosa mi dice che l’avete capito lo stesso.

Tracklist:
* Passi
* Per tutto l’inverno
* Ti lascio
* Labbra
* Cherchez la femme
* Meduse
* Geni e alligatori
* Casautogrill
* Con toda palabra
* Innestami
* Il bacio prima del caffé
* Dopo l’amore

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