Nuovi rimedi per la miopia

by , under Disco di inediti

Bugo su Popon

Universal, 2011

Il mondo visto attraverso gli occhi di Bugo ha una luce tutta particolare: quella di chi ha trovato un rimedio alla miopia e finalmente vede le cose per quelle che sono. L’ordinario al di là dell’ordinario: quell’ “essenziale invisibile agli occhi” che a un certo punto della vita semplicemente si disvela. In Nuovi rimedi per la miopia, l’ultimo nato di casa Bugo, c’è questo e di più. In lavorazione già dal 2009 e anticipato dal singolo I miei occhi vedono, questo è un disco della maturità personale e

musicale del cantautore piemontese.
Non un’opera che sorprende per originalità, ma il tocco è inconfondibile. Il gusto elettropop e dance rock che si sposa con il cantautorato più classico è quello di sempre. Eppure, in bilico tra la consueta ricercatezza nei dettagli e una certa spontaneità casalinga affezionata ai tempi del lo-fi, la ventennale esperienza musicale di Bugo intercetta in questo lavoro anche le linee di una cosiddetta “leva cantautorale degli anni zero”. La quotidianità di cui si canta è quella cara ai fan di Bugo, ma le dieci tracce del disco si collocano perfettamente nel filone di chi, al giorno d’oggi, canta d’amore e precarietà, rapporti umani e soggettività attraverso gli oggetti e le azioni di tutti i giorni in maniera introspettiva, spensierata e disillusa.
Quotidianità spicciola e un po’ banale: “io sono sveglio e mi sento meglio / sveglia amore mio / sonno ce ne ho anch’io / ma il mattino è qui con noi” (Mattino); “io sono di corsa / cosa metto nella borsa” (Il sangue mi fa vento) A volte essenziale e rivelatrice: “non ho tempo di dirti che questa casa è una caserma (Non ho tempo). Musicalmente Bugo porta avanti le intuizioni del precedente Contatti e ritroviamo le suggestioni pop e rock che si mescolano a una profusione di suoni sintetici e di echi.
Dalla prima Non ho tempo, il pezzo più incalzante del disco, fino all’ultima bella, poetica e decadente Città cadavere – un brano che ricorda nelle atmosfere i Csi di Linea gotica ma strizza l’occhio anche ad un certo pop di derivazione british – i ritmi e le invenzioni sonore sono varie. Bugo taglia e cuce sonorità italiane e le condisce con riverberi e rumori, da sveglie mattutine (Mattino) a gocce che cadono sul metallo (Lamentazione nr. 322).
I testi? Una variazione sul tema dell’io rispetto al mondo. Qui il cantautore novarese si concentra su se stesso. Nuovi rimedi per la miopia è un disco esistenziale e insieme un’autoanalisi sincera e onesta. “I miei occhi vedono perché vedono te” ripete in loop Bugo in I miei occhi vedono, un inno all’amore tra elettronica e chitarra pop scritto per la moglie prima del matrimonio. E il titolo della canzone basta da solo a dare una risposta a chi si interroga sul titolo del disco. Perché la miopia è innanzitutto incapacità di vivere bene, di afferrare le cose belle della vita. L’amore è la prima delle forme di miopia. E allora il rimedio dov’è? Accettare che i propri occhi vedano è l’unico modo per vedere. Il resto non conta.

Scritta da Mara Pitari

Tracklist:
* Nonhotempo
* E ora respiro
* I miei occhi vedono
* Mattino
* Il sangue mi fa vento
* La salita
* In pieno stile 2000
* Comunque io voglio te
* Lamentazione nr. 322
* Città cadavere

PopOn consiglia l’ascolto di Nonhotempo e Città cadavere!

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