Mango live, un professionista tra la gente

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Mango su Popon

Roma, 1 dicembre 2011

Gli gridano “bentornato” appena con giacca, cravatta e cappello nero in testa, sale sul palco dell’Auditorium della Conciliazione di Roma. Mango ringrazia con un gesto della mano e un sorriso. Torna sul palco il cantante lucano a oltre sei mesi dall’uscita del nuovo album La terra degli aquiloni per un concerto che lo vede dividere la scena con Rocco Petruzzi alle tastiere e alla parte elettronica e il bravissimo musicista Carlo De Bei alle chitarre acustiche. Luci calde, sfumature del giallo e del rosso, per una disposizione sul palco che vede Mango, protagonista principale, giocare con la splendida voce che madre natura gli ha donato. Padrone di ogni vocalizzo, nessuna stonatura, perfette esecuzioni, per un’intensità

che cresce a ogni brano senza mai precipitare.
Nelle due ore di concerto c’è stato spazio per i nuovi brani come Il rifugio, una perla del nuovo disco, scritta da Maurizio Fabrizio che, seduto in sala tra il pubblico, Mango ci tiene a salutare e ringraziare. Stessa attenzione che il cantante rivolge a Pasquale Panella per l’altra meraviglia dell’album, La sposa.

Accanto alle nuove suggestioni ci sono le note di canzoni come Mediterraneo, eseguita magistralmente solo voce e chitarra; Lei verrà, in una versione quasi raggaeggiante che nulla toglie all’emotività del brano; Oro più ritmata del solito; Chissà dove te ne vai, omaggio a Giorgio Gaber e le splendide e partecipate La rondine e Bella d’estate con cui Mango saluta il suo pubblico.
Particolare la scelta del cantante di riaccendere le luci in sala spesso, quasi a ogni passaggio tra un brano e l’altro, cosa che forse spezza un po’ l’atmosfera ma Mango è davvero bravo, donandosi al pubblico per gli applausi, con qualche parola di introduzione alla canzone successiva, e i suoi sorrisi timidi a recuperare l’intensità e l’attenzione di chi lo è venuto ad ascoltare.
Canta con passione e balla, e si lascia andare ai ritmi mediterranei, caldi, ritmati, della chitarra acustica di De Bei. Mango sembra proprio divertirsi ancora molto sul suo palco, la gente gli vuole bene e lo stima e i commenti a fine concerto (per la verità anche nel mentre con qualche urlo dalle ultime file “sei un mostro!”) sono di gioia e affetto da parte di chi lo segue da sempre, e di stupore e meraviglia per aver assistito a un grande spettacolo, da parte degli altri presenti.
In Italia per fortuna c’è ancora qualcuno della “vecchia guardia” che fa il musicista con grande professionalità, che prende l’essere artista come un impegno molto serio, senza mai essere approssimativo. E divertendosi anche.

Scaletta:

Se mi sfiori
Di quanto stupore
Mediterraneo
La stagione dell’amore
Come l’acqua
Eccoti folle d’amore
Il rifugio
La rosa dell’inverno
Il pazzo
Ti porto in Africa
La fine delle poesie

Intervallo

Nella mia città
Chissà dove te ne vai
Lei verrà
Dignitose arrendevolezze
Come monna lisa
Oro
La terra degli aquiloni
La sposa
Amore a te
Giulietta
La rondine
Bella d’estate

Scritto da Giulia Zichella

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