Celentano a Sanremo, è polemica sul compenso ‘sproporzionato e immorale’

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Adriano Celentano su PopOn

“E se facessimo uno sciopero della tv appena Celentano compare sul palco di Sanremo?”, ecco una delle tante provocazioni che stanno girando intorno al compenso che la Rai liquiderà ad Adriano Celentano per la sua partecipazione al Festival di Sanremo. La cifra, che ha fatto reagire vari esponenti politici, è

di 300mila euro a puntata, con un massimale di 750mila euro. La proposta di “sciopero” è stata avanzata dalla senatrice Adriana Poli Bortone sulla sua pagina Twitter, ma altri colleghi hanno usato vie più formali: il deputato del Pd Marco Carra, per esempio, ha depositato un’interrogazione parlamentare sul tema, per chiedere ai ministri Monti e Passera “quali strumenti siano a disposizione dell’esecutivo per evitare, nel rispetto dell’autonomia gestionale della Rai, compensi eccessivamente elevati. Mentre il governo richiede agli italiani enormi sacrifici economici e sociali – sottolinea ancora l’esponente del Pd – l’erogazione di compensi così elevati risulta del tutto sproporzionata e immorale”. Sullo stesso piano Legautonomie Marche, che ha indirizzato al premier Mario Monti una lettera nella quale il compenso a Celentano viene definito “uno schiaffo agli italiani chiamati a duri sacrifici per sostenere lo Stato nel faticoso percorso di rigore sui conti pubblici, per il rientro del notevole indebitamento del nostro Paese”. Il dg Rai Lorenza Lei di tutta risposta invoca la concorrenza, insufficiente a placare gli animi: “Ma chi altro avrebbe offerto tanto per ospitare il Molleggiato?”, si chiede il capogruppo Udc in Vigilanza Roberto Rao.

Fonte: ANSA, Adnkronos.

Lunedì 30 gennaio 2012

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