Cesare Malfatti

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Cesare Malfatti su Popon

Adesiva Discografica, 2011

Se qualcuno pensa che Mauro Ermanno Giovanardi sia stato la vera anima dei La Crus, dovrebbe ascoltare questo primo disco solista di Cesare Malfatti, scritto in collaborazione con Alessandro Cremonesi (la terza mente della band milanese), per potersi ricredere. Dopo lo scioglimento dei La Crus, Malfatti non è rimasto con le mani in mano, bensì ha partecipato a diversi progetti, tra i quali gli Amor Fou e i Sem’bro (con Stefano Ghittoni e Dodo Nkishi). Ora, forse un po’ a sorpresa, è uscito questo disco solista, che porta il suo nome

, quasi a riconoscere il proprio valore, senza più nascondersi. Autoprodotto e realizzato in una confezione numerata e tutta cucita a mano (affiancata da un’altra realizzata in sole 28 copie, corredate dai disegni della giovane artista milanese Tamara Ferioli), il lavoro di Malfatti sorprende e incanta per la cura nei dettagli e per l’impatto dei brani. Nell’album piccoli capolavori come Ma perché e Quello che abbiamo, con arrangiamenti essenziali e mai eccessivi, con lo stesso Malfatti a suonare tutti gli strumenti, dal charleston al piano acustico, dal charango alla chitarra, dallo xilofono al mandolino. È un disco che si può definire artigianale proprio a partire dalla confezione, che tra l’iniziale Posso fare a meno e la conclusiva Soltanto tu, raccoglie undici canzoni che dimostrano la capacità di scrittura della coppia Malfatti-Cremonesi. Una scrittura semplice e leggera, come dimostra chiaramente l’ascolto di alcuni brani: Mi han detto che (“io direttamente / non so esprimere un pensiero / un ragionamento intero / non so dire per davvero / cosa sento”) e Sembra quasi felicità (“ho paura del futuro / e del presente che se ne va / delle scelte che non faccio / e delle mie responsabilità”). Senza nulla togliere alla voce di Malfatti, delicata e quasi intimorita di apparire per la prima volta protagonista, dopo gli ascolti iniziali ci si chiede cosa sarebbe stato di questo disco se a cantare ci fosse stata la drammaticità vocale e l’esperienza di Giovanardi. Ma forse è proprio in questa piccola “imperfezione”, che alla fine tale non è, che il disco trova la sua forma e una sua strada.

Scritta da Marco Annicchiarico

Tracklist:
* Posso fare a meno
* Sembra quasi felicità
* Ma perché
* Fermati Milano
* Andate via
* Il bilancio
* La notte bagna
* Mi hanno detto che
* Senza te
* Quello che abbiamo
* Soltanto tu

PopOn consiglia l’ascolto di Quello che abbiamo e Sembra quasi felicità!

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