Mazzi al capolinea: goodbye Festival

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Gianmarco Mazzi su PopOn

Quella di stamattina è stata l’ultima conferenza stampa di Gianmarco Mazzi in qualità di direttore artistico del Festival di Sanremo. Un governo, il suo, durato sette lunghi anni e inaugurato nel 2005 con la prima conduzione di Paolo Bonolis (in compagnia di Antonella Clerici e Federica Felini).

Sette anni di critiche, polemiche e – negli ultimi tre anni – di ascolti record per il suo Sanremo. “Considero concluso questo mio percorso – spiega Mazzi al termine della conferenza odierna in Sala Stampa al Teatro Ariston – L’avevo però preventivato, perché ho concluso le idee su questa manifestazione”. Arriva quindi, puntuale, la disamina: “In questi anni ho cercato di mettere dentro tutte le novità che potevo, crescendo negli anni e imparando molto dagli artisti ai quali sono stato affiancato, in primo luogo da Bonolis e Morandi” Il suo futuro? “Da oggi sarò disoccupato” esordisce, anche se in realtà “ho altri eventi in programma con la Rai e con l’Arena di Verona”. Qualche minuto prima, il momento di tensione più alto in conferenza stampa era stato toccato con un attacco frontale ai vertici Rai, evenienza frenata a fatica negli ultimi giorni. L’argomento era ovviamente Celentano: “Mi aspettavo un ringraziamento per aver portato Celentano – aveva chiosato Mazzi, interrompendo il direttore di Rai Uno Mazza – invece leggendo quanto scrive la Lei (il riferimento è a un comunicato stampa diramato ieri in serata, ndr), sembra che io abbia portato a Sanremo un delinquente. Ora, visti gli ascolti, la Rai dovrebbe chiaramente dire che Celentano è qualità, e che questo è stato un Festival di qualità. Poi ancora a Mazza: “Sono quattro anni che non sbaglio un colpo e lo dovete dire pubblicamente, perché continuate a mandarmi messaggi privati ma poi non lo dite mai in pubblico: c’è qualcosa di poco sano”. Ed ecco tutto. Goodbye Mazzi: l’ultimo pensiero è per i giornalisti della Sala Stampa, avversari di mille scontri quotidiani: “Chiedo scusa se ho reagito male alle vostre domande – conclude il quasi ex direttore generale – è una cosa che deriva dalla passione che metto nel mio lavoro e non dalla cattiveria”. E giù il sipario. L’anno prossimo a Sanremo comincerà una nuova era. Ce lo auguriamo tutti.

Sabato 19 febbraio 2012

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