La gioia di Erica Mou: ‘Il talismano? L’sms di mia nonna’

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Erica Mou su PopOn

Intervista di Simone Arminio

Dalla Leva cantautore degli anni Zero a Sanremo giovani, passando per il palco del Primo Maggio di Roma e un mucchio di altre cose: il cammino di Erica Mou da ieri sera si arricchisce di un ulteriore passetto in avanti. Un passo niente male, a dire il vero: aggiudicarsi il “Premio della Critica “Mia Martini” e il “Premio Sala Stampa Radio Tv”, in genere, è foriero di classe e qualità. E lei cosa ne pensa?

E’ stato detto che partecipare a Sanremo Giovani con un bagaglio di esperienze come il tuo è un vantaggio niente male. Pensi sia vero?

Molti me lo hanno fatto notare quasi come fosse un peso da portare sulle spalle. In realtà io sono felice di aver partecipato quest’anno e non prima: senza quelle esperienze non avrei vinto il Premio della Critica e magari il cuore non avrebbe retto all’emozione del palco dell’Ariston. Quanto fatto finora, invece, mi ha dato quella consapevolezza e quel necessario coraggio in più. In ogni caso non è colpa mia: ho cominciato cinque anni fa a mandare le mie vhs a Sanremo!

Aver perso la gara toglie qualcosa alla gioia di aver vinto il Premio della Critica “Mia Martini”?

…Direi che basta il nome dell’artista a cui è intitolato per rendermi la persona più felice al mondo.

Oltre alle esperienze, avrai portato con te di sicuro anche un piccolo portafortuna.

Il mio portafortuna da sempre è l’sms che mia nonna, che ha 84 anni, mi manda ogni volta che suono. La bellezza è interpretarli, perché usa il t9 ma non ci riesce, perciò ogni parola non è mai quella che sembra… Si, è questo il mio portafortuna.

Erica Mou su PopOn

L’anno scorso Raphael Gualazzi si aggiudicò Sanremo Giovani e il Premio della Critica, poi volò all’Eurovision Song Festival. Se capitasse anche a te?

Sarebbe certamente un’esperienza bellissima. L’ipotesi di andare a suonare all’estero è sempre molto allettante: ho già avuto modo di sperimentarlo l’anno scorso, con una piccola parentesi americana. Prima di farlo, però, bisognerebbe togliersi dalla testa l’idea che una canzone cantautorale non possa travalicare i confini della propria regione linguistica.

Tu e Alessandro Casillo siete diversissimi, e non solo per l’età: tu provieni dal mondo indipendente, lui dalla televisione. C’è qualcosa che vi ha unito dietro le quinte dell’Ariston?

La nostra differenza, in questi giorni, è stata spesso evidenziata dai giornali. Eppure c’è una certa forzatura in Italia a voler tenere per forza separati il mondo della musica indipendente e il mondo della musica di massa. E’ una cosa che non mi ha mai fatto piacere. Penso che anche per lui questa sia stata una settimana faticosa. Io, ad esempio, ho avuto momenti bui e inquieti misti alla felicità. Sono stupita che lui ce l’abbia fatta a quindici anni, e da par mio sono felice del fatto che tutti, parlando di me, evidenzino la gavetta e i piccoli passi che ho percorso finora.

Se avessi potuto, con quale big avresti diviso il microfono?

Mi sarebbe piaciuto tantissimo suonare con i Marlene Kuntz o con Samuele Bersani. Devo dire però che anche partecipare al duetto di ieri tra Arisa e Mauro Ermanno Giovanardi sarebbe bello.

Fra i musicisti rimasti in gara, chi pensi che vincerà questa 62° edizione?

Non saprei, il Festival ci ha insegnato che sa essere imprevedibile. Mi ha colpito il brano di Arisa, perciò se vincesse lei sarei contenta.

Oggi festeggi. Poi, una volta fuori di qui, cosa succederà a Erica Mou?

Scrivendo ci si lascia sempre influenzare dalle cose che succedono. E il tempo è sempre una fonte di rinnovamento per me. Perciò vedremo.

18 febbraio 2012

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