Guardie e ladri al suon di Calibro 35

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Calibro 35 su Popon

Quello che segue è il report dello showcase tenuto dai Calibro 35 alla Fnac di Milano lo scorso 8 febbraio. Un racconto che avremmo voluto fornirvi a tempo debito, ovvero a ridosso dell’evento, se la grande giostra del Festival di Sanremo non ci avesse assorbiti anima e corpo. Lo recuperiamo oggi, certi di fare, in ogni caso, cosa gradita.

La Redazione

Milano, FNAC, 8 febbraio 2012

Veloci e letali come un colpo di pistola… ovviamente Calibro 35. Banale, forse, ma sono questi gli aggettivi che meglio si adattano alla band milanese. Che anche dal vivo dimostra di essere una perfetta macchina da guerra, proponendo con sicurezza e divertimento il proprio repertorio al pubblico di aficionados intirizziti che affollano una Fnac

immersa nel tepore dei condizionatori. Per padrone di casa un azzeccato Luca Crovi, le cui domande dimostrano un interesse non certo di facciata per il lavoro del quintetto, stasera orfano di Tommaso Colliva, eminenza grigia del progetto: Martellotta e Gabrielli rispondono (e gigioneggiano) sulla loro esperienza americana, sulla sonorizzazione di Milano odia la polizia non può sparare, sul surreale incontro-scontro di Fabio Rondanini proprio con Morricone. Ma, con band come i Calibro 35, è la musica a farla da padrone, in un florilegio di quei nostrani poliziotteschi alla cui seconda giovinezza Tarantino ha tanto contribuito. Funk Seventies nel flauto andersoniano di Gabrielli (che si presenta in scena con una Tiger d’annata), jazz venato di math rock nel sound pulito e tagliente di Massimo Martellotta, una precisa e puntuale sezione ritmica affidata alle sapienti mani di Rondanini & Cavina: i quattro propongono in gran parte il loro ultimo Ogni riferimento a persone esistenti…, in cui spiccano le versioni de Il pacco, di Uh Ah Brrr e di Arrivederci e grazie, ma c’è anche spazio per piccole chicche quali Convergere in Giambellino e Notte in Bovisa, richieste a gran voce dal pubblico, e per una morriconiana Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Il set si chiude con un ultimo regalo: il remake de I milanesi ammazzano il sabato, omaggio di Agnelli (e degli stessi Colliva e Gabrielli, dunque) al genio nero di Scerbanenco che la band ripropone in una versione assolutamente personale. Insomma, serve aggiungere altro? Tanto per finire con un’ulteriore banalità: un live assolutamente di calibro.

Scritto da Carlo Crudele

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