PopOn vi saluta e chiude

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PopOn su PopOn

Da dove si comincia a scrivere quando si deve fare un triste annuncio? Forse dalla fine è più corretto. Allora ecco fatto: PopOn chiude il sipario. Dopo cinque anni di intenso lavoro, il giornale on line della musica italiana cessa la sua attività. E se vi dico che questo accade perché abbiamo lavorato bene e siamo cresciuti tanto, dovete credermi. In questa specie di paradosso rientra una fatica non più sopportabile da una redazione che è sempre stata spinta solo dalla passione. Ora il gioco si è fatto duro, la redazione si è fatta grande, professionalmente parlando, e i contatti raccolti ci permetterebbero di coprire in maniera importante tutti i più grandi avvenimenti della musica italiana, ma non ne abbiamo i mezzi. Insomma tutto è nell’ordine di un grande lavoro, ma perché di lavoro si possa parlare c’è bisogno di investitori, di editori che credano nel progetto e che lo potenzino rendendolo al passo con i tempi.

Non serve nasconderlo, fino a oggi PopOn si è retto su un minimo investimento economico e su un massiccio investimento professionale; tutto questo, però, oggi non basta più. Non basta a metterci in condizioni di lavorare al meglio, non basta a darci i mezzi per esprimere idoneamente il nostro potenziale, non basta a giustificare la professionalità messa gratuitamente al servizio dell’informazione. Quindi, senza girarci troppo intorno, l’impegno è divenuto tale da richiedere necessariamente l’intervento di un editore. Questo se si vuole restare seri, questo se non si vuole diventare un blog. Per questo preferiamo uscire di scena dignitosamente, prima di non poter più garantire la qualità che è stata per noi una costante negli anni, fieri del nostro trascorso e consapevoli di non essere davanti a un fallimento ma solo a un’onesta presa di coscienza dei propri limiti. In fondo il web è pieno di giornali o presunti tali che si reggono perennemente su accolite di appassionati ma, pur nel pieno rispetto, noi in quel giornalismo non crediamo e non vogliamo ingrossarne il numero.

A questo punto permettetemi solo di ringraziare tutti i redattori che si sono avvicendati su queste pagine, con un particolare plauso alla redazione attuale, che ha messo al servizio dell’informazione una professionalità, una cura e una fedeltà straordinarie. Un grazie importante va a Simone Arminio, mio prezioso vice e giornalista di fine fattura, collega che ho visto crescere e superarmi con l’umiltà di cui solo i grandi dispongono. Adesso però basta, detesto gli addii e i fazzoletti fuori dai treni. Venerdì 16 marzo PopOn sarà oscurato, ma sin da ora diraderemo le nostre pubblicazioni. Che la musica italiana non ce ne voglia.

Paola De Simone
Mercoledì 7 marzo 2012

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