Chiaro

by , under Disco di inediti

Ivan Segreto su Popon

Obliqsound, 2012

Dopo oltre quattro anni da Ampia, Ivan Segreto torna sul mercato discografico con Chiaro, un progetto evidentemente molto ragionato, che rivela il fascino per alcune nuove frequentazioni musicali che negli ultimi anni il cantautore ha avuto fuori dall’Italia. Intendiamoci: è sempre lui, il jazzista dalla voce cristallina e con vocali tanto lunghe da riempire melodie che si muovono fuori dalle metriche convenzionali. Ma in Chiaro le armonie sono piuttosto sperimentali, invadono spesso

i territori dell’elettronica, a volte – ed è il caso di Giovani ali – in maniera quasi indotta, incomprensibile, altre volte in modo affascinante, come la modulazione vocale della title track, in cui, grazie all’elaborazione elettronica del suono, anche la stessa voce di Ivan Segreto si fa sottile, impalpabile, fino a esprimere solo lunghi sospiri. Le liriche, se lette, descrivono immagini poetiche, esplicite o accennate, ma nell’ascolto del disco quasi scompaiono, sacrificate all’esigenza della musicalità vocale: qua e là affiorano aggettivi, come invocazioni. Non è un caso che tra gli ascolti più piacevoli troviamo Binirici (“Benedici”), brano dai suoni e ritmi più etnici, scritto in dialetto siciliano e per questo, probabilmente, incomprensibile nel linguaggio, eppure così “chiaro” nel trasmettere – nello stesso tempo – il senso di gratitudine verso la bellezza in cui si è immersi e il senso di impotenza di fronte alle numerose contraddizioni dell’esistenza. Ivan Segreto cerca parole rotonde, gerundi, aggettivi: è la musicalità che ha la priorità su tutto. Un esempio è in Risalita: pochissimi versi sono la struttura per inserire una serie di parole che hanno suono “-end” (attendo, difendo, tendendomi, provengo, difendermi, attendermi, pretendo, risalendo, difendo), un suono dunque molto mantrico, intimo, che manifesta, al di là delle parole (che pure ne supportano il significato), un periodo di riflessione e di rinascita, un sentimento che costituisce il cuore ispirativo di tutto il cd. Il sentimento è ben presente anche in Ristoro, brano di apertura del disco, che si sviluppa in un crescendo di suoni, a testimoniare un passaggio di stato. Probabilmente sintetizza anche un po’ il senso generale del progetto, che – come ha affermato lo stesso musicista – si può intendere più come punto di partenza che come punto di arrivo. E questa è la lettura migliore che se ne può dare, perché la sensazione è che Chiaro esprima un’esplorazione spirituale non ancora compiuta, ma che Ivan Segreto sta conducendo egregiamente, anche attraverso la musica.

Scritta da Nicola Cirillo

Tracklist:
* Ristoro
* Binirici
* Giovani ali
* Chiaro
* Costernato

* Risalita
* Fiume
* Lembo
* Euforica
* A la vò

PopOn consiglia l’ascolto di Risalita!

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